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Lucia Ronchieri lulrarte
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Il femminile nella pittura di Lucia Ronchieri

Pittura come catarsi. Materializzazione dello stato emotivo.

Davanti a un quadro di Lucia Ronchieri, l'osservatore si trova lettore delle sensazioni primitive e logiche dell'artista, che esterna, nella definizione dei contorni e del colore, le proprie passioni. Passioni positive e negative di donna del XXI secolo che riflette su se stessa, mentre l'analisi introspettiva del proprio spirito si concretizza attraverso corpi chiusi, sessualità nascoste, voluttà inespresse, alla ricerca della mimesi fra mente e immagine.

Lucia Ronchieri esprime il meglio della sua forma artistica nella definizione dei corpi, spesso acefali, nelle mani che toccano e sigillano l'intimo interiore, quasi a contenerlo e a tutelarlo dalle violenze degli stimoli esterni.

L'io femminile, caratterizzato da forme molli e sinuose, da piani chiari in contrasto con contorni marcati e netti, si fa sensualità e voluttà, lontano da qualunque armonia materna, familiare o feconda.

Il nudo femminile si profila singolo o in coppia, anche se mai in un sistema complementare, con l'elemento maschile rappresentato da tratti spigolosi, da muscolature lineari e arcaiche, da figure rigide e mediterranee. Anche nella definizione del colore, uomo e donna sono speculari e scissi, in un binomio cromatico dai vaghi richiami minoici: tonalità ocra e terra di Siena per il maschile, incarnato dal pallido al roseo per il femminile.

La donna di Lucia Ronchieri diventa anche patinato volto da copertina o rigido profilo cubista, ma la mano dell'artista non rifletta mai un pedissequo esercizio di stile, perché la forma trova vigore nel colore, spesso tono su tono, e nello spiccato rilievo delle tinte quali il rosso (pigmento che arriva a costituire il fulcro assorbente dell'opera) o il blu (spesso inquietante sfondo della mente).

Alla costante ricerca del proprio sessuale femminile, i sensi delle donne di Lucia Ronchieri non perdono mai il sopraffino rigore della loro compostezza senza mai scivolare nella trita volgarità di carni nude.

Nel suo percorso liberatorio, l'artista si fa portavoce di una realtà contemporanea in cui il corpo femminile, così esposto alla provocazione mediatica, cerca di recuperare una propria autonoma sensualità, una determinazione di sé e per sé, oltre i limiti cui è stato costretto da troppa mercificazione.

 

Pisa, 18 agosto 2006.

Dr. Lisa Giuliani

The Feminine in the Painting of Lucia Ronchieri

Painting as catharsis. Materialization of the emotional state.

Before a picture by Lucia Ronchieri, the observer is a reader of the primitive and logical sensations of the artist, who expresses, in the definition of the outlines and colour, her own passion. Positive and negative passions of XXI century woman reflecting on herself, while the introspective analysis of her own spirit is made concrete through closed bodies, hidden sexualities, unexpressed voluptuousness, in the search of mimesis between mind and image.

Lucia Ronchieri expresses the best of her artistic form in the definition of bodies, often acephalous, in the hands that touch and seal the intimate inner life, almost as if to contain it and protect it from the violence of external stimuli.

The female I, characterized by soft and sinuous forms, by clear backgrounds contrasting with clear and distinct outlines, becomes sensuality and voluptuousness, removed from any maternal, family or fecund harmony.

The female nude appears single or in a couple, although in a complementary system, with the male element represented by angular features, by linear, archaic muscles, by rigid, Mediterranean figures. Even in the definition of colour, man and woman are specular and divided, in a chromatic pair of a vaguely Minoan character: tonalities of ochre and Siena earth for the male, from pale to pinkish flesh-colour for the female.

Lucia Ronchieri's woman becomes also the glazed face of a magazine cover or a rigid cubist profile, but the hand of the artist should never reflect a slavish exercise in style, because the form finds vigour in the colour, often tone upon tone, and in the marked relief of the colours, such as the red (a pigment that in the end constitutes the absorbing fulcrum of the work) or the blue (an often disturbing background of the mind).

In the constant search for her own feminine sexuality, the senses of Lucia Ronchieri's women never lose the supreme rigour of their composure and never slide into the common-place vulgarity of naked flesh.

On her path of liberation, the artist becomes a mouthpiece for a contemporary reality in which the female body, so exposed to the provocation of the media, attempts to recover its own autonomous sensuality, a determination of itself and for itself, beyond the limits within which it has been forced by an excess of reification.

 

Pisa, August 18th, 2006.

Dr. Lisa Giuliani

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