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Lucia Ronchieri: il mistero delle atmosfere materiche

Una «presentazione», a differenza di una «critica», si identifica in una sorta di «avvallo», di «certificato di garanzia» che chi scrive, solitamente più esperto (...magari anche più anziano...) e riconosciuto professionalmente, «offre» al più giovane o comunque all'emergente del settore. Chi viene interpellato per questo compito può essere, indipendentemente dal proprio prestigio professionale, persona amica o persona che si presta alla richiesta per professione, dietro compenso.In entrambi i casi, quello che come minimo è il rischio, è la scontata positività del pensiero, spesso oltre i limiti «oggettivi» della valutazione dell'opera. Vorrei, quindi, per sfuggire alle banalità «rituali», affermare che queste mie poche righe non costituiscono una sorta di «altarino» offerto al lavoro di Lucia Ronchieri, che, ritengo, sia in piena «corsa» per il raggiungimento di una «maturità» professionale, ma un candido «omaggio» alla sua sincera e motivata passione, alla sua partecipata immedesimazione e la sua ingenuità, condizione, questa, che da sempre mi affascina, perché sempre più rara e preziosa in una società che si estrinseca in gran parte attraverso l'interesse, l'egoismo e spesso la mala fede e l'inganno.

Lucia Ronchieri dipinge con una spontaneità che non si identifica, come si potrebbe credere (per una «spontanea»), in una pennellata veloce ed istintiva, ma al contrario con un addensamento materico che rende la superficie ricca di mini-rilievi appuntiti che permettono al colore di vivere l'effetto di una fusione per impasto picchiettato.

Le atmosfere cromatiche sono perlopiù vivaci, cariche, decise, a volte al limite dell'armonico, che determinano un impatto visivo di forte effetto. I contorni delle figure umane (i soggetti preferiti dalla Ronchieri) sono sempre netti, condizionando quindi un'immagine che ben poco lascia al mistero visivo. Ma lo stesso mistero viene perseguito, non attraverso una rarefatta visione formale, ma attraverso pose, atmosfere e rapporti cromatici non naturalistici, che ci trasportano immediatamente in un mondo irreale, interiore, caratterizzato non da una preoccupazione di un riferimento «riproduttivo» della realtà, ma vissuto, al contrario, attraverso il filtro delle emozioni e degli stati d'animo.

Agli psicologi l'«ardua sentenza» dei moventi e dei «segreti svelati» da una tale espressione; quello che a parer mio conta è che Lucia vive, quando dipinge, come ogni artista in ogni settore delle arti, una proiezione «autoterapeutica», attraverso la quale i dubbi, le angosce, i sogni ed i desideri sembrano vivere una danza bizzarra, a volte perversa, ma che se vissuta con meravigliata curiosità ed attenta lettura, può rivelarsi comunque vitale per intraprendere un cammino interiore capace di svelarci «chi siamo».

È quindi con l'augurio sincero che il fare artistico possa rappresentare un momento di ricerca e di fantastica avventura interiore che lascio alle capacità di analisi ed alla passione dell'osservatore attento le opere di Lucia Ronchieri, sicuro che al di là del «perfettibile», sapranno offrire emozioni e spunti di riflessione, come una vera opera d'arte dovrebbe sempre saper donare.

 

Pisa, 2005.

Prof. Bruno Pollacci

Lucia Ronchieri: the Mystery of the Material Atmospheres

A «presentation», unlike a «criticism», can be seen as a kind of «endorsement», or «certificate of guarantee» that the writer, usually more expert (...and perhaps also more senior...) and professionally acknowledged, «offers» to those who are junior or in any case emerging in the field. Whoever is asked to perform this task might be, independently of his or her own professional prestige, a friend or someone who is doing it as part of his or her profession, in return for payment. In both cases, there is at very least the risk of positive judgement that is taken for granted and goes beyond the «objective» limits of the evaluation of the work. I would like therefore in order to avoid «ritual» banalities, to state that these few lines of mine do not constitute a kind of «little altar» offered to the work of Lucia Ronchieri, who, I believe, is well on her way to achieving professional «maturity», but a candid «homage» to her sincere and motivated passion, to her ability to identify and empathize, and to her naivety, this last being for me a condition that has always fascinated me, because increasingly rare precious in a society that expresses itself above all through self-interest, egotism and often bad faith and deception.

Lucia Ronchieri paints with a spontaneity which is not, as might be thought (by a «spontaneous» individual), to be equated with a rapid and instinctive brushstroke, but on the contrary with a material thickening that renders the surface rich in sharp mini-relieves that allow the colour to produce the effect of a kind of fusion with the dabbing technique.

The chromatic atmospheres are mostly lively, charged, decisive, sometimes at the limit of the harmonious, and determine a visual impact of considerable effect. The outlines of the human figures (Ronchieri's favourite subjects) are always clear-cut, conditioning therefore an image that leaves little to visual mystery. But the same mystery is pursued, not through a rarefied formal vision, but through non-naturalistic poses, atmospheres and colour relations, that transport us immediately into an unreal, inner world, characterized not by a preoccupation with a «reproductive» reference to reality, but, on the contrary, experienced through the filter of feelings and moods.

It is for the psychologists «to pronounce arduous judgement» on the motives and «secrets revealed» by such expression; what counts, in my opinion, is that Lucia lives, when she paints, like any artist in any branch of the arts, an «auto-therapeutic» projection, through which doubts, anguish, dreams and desires seem to exist in a bizarre, at times perverse, dance, but which, if experienced with curiosity and wonder as well as an attentive reading, can in any case prove to be vital for undertaking an inner journey able to reveal to us «who we are».

I therefore express my sincere wishes that artistic activity can represent a moment of inner search and fantastic adventure which I leave to the capacity for analysis and the passion of the attentive observer of the works Lucia Ronchieri, certain that above and beyond the «perfectible», they will offer emotions and stimulus to reflection, as a true work of art should always do.

 

Pisa, 2005.

Prof. Bruno Pollacci

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